Una meticolosa analisi di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera, mette in luce cio' che accade nel nostro Paese a discapito dei debitori, che non riescono a riprendersi dalla situazioni debitorie e vedono vendere il loro immobile a prezzi molto bassi, rimanendo con un residuo debito. Il mercato delle Aste Immobiliari sta toccando numeri da capogiro.
Prima della nuova legge 132/2015 se un immobile valeva 100 mila euro, veniva prudenzialmente battuto a 110mila, ora invece viene battuto intorno ai 75mila, ma la legge 132 dà diritto all’offerente di presentare un’offerta più bassa del 25% (mentre prima non era consentito) cioè a 55/60 mila. Se l’asta va deserta, come continua ad accadere, viene riproposta a 55/60 mila con possibilità di offerte minime a 40/45 mila euro. Le perizie vengono redatte con il supporto di algoritmi di software in odore di conflitto di interessi, perché non di proprietà dei vari tribunali o del ministero della Giustizia, ma di società che detengono anche la pubblicazione di portali di settore come portaleaste.com, astegiudiziarie.it, asteimmobili.it, astalegale.net, o forum on line come in executivis.it che fanno migliaia di ore di formazione a magistrati e cancellieri. Se si escludono Milano, Torino, Roma, Firenze e Venezia, dove i prezzi restano alti, comprare all’asta significa entrare in un limbo di incertezza che favorisce solo chi acquista immobili per professione.
Fonte: Corriere della Sera, Astasy e Associazione T6
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