Come accennato nel precedente articolo, il Governo, causa emergenza sanitaria, ha ritenuto di sospendere la riscossione di circa 9 milioni di cartelle esattoriali fino all’1 settembre 2020, termine prorogato con il decreto “Agosto” di ulteriori 45 giorni. Pare, però, che le forze politiche e le associazioni di categoria stiano pressando per rinviare ancora la ripresa della riscossione coattiva. Ed, in effetti, di ciò si dovrebbero discutere in aula già in fase di conversione del citato decreto. Una decisione certamente non scevra da conseguenze soprattutto per le casse dello Stato che da un’indagine del Corriere della Sera si ritroverebbe e doversi sobbarcare circa 165 milioni di euro in termini di indebitamento netto nel caso di una nuova proroga di 45 giorni. Ma immaginiamo che un duro contraccolpo potrebbe essere subito e dal sistema del recapito di questa ingente mole di cartelle e dalla platea di destinatari che in un sol colpo potrebbero trovarsi di fronte ad importi cumulativi particolarmente esosi. Per questo ci auguriamo vivamente che il Governo stia pensando ad uno scaglionamento e operando nonché ad un distinguo tra quelle più urgenti da riscuotere e quelle riconducibili a contribuenti in maggiore difficoltà, evitando di recapitare in un solo colpo quasi 9 milioni di cartelle.

